Solaire

Messaggio di SvizzeraEnergia

15221573775aba474113289

«Entro il 2050, l’energia solare potrebbe soddisfare il 50% del fabbisogno, ossia ben più del 20% previsto dalla Strategia energetica 2050»

15221573775aba474113289

Il Programma Edifici, lato solare

15221573775aba474113289

Come ottimizzare il consumo proprio di corrente fotovoltaica

15221573775aba474113289

Il mio impianto solare in sette passi

15221573775aba474113289

La tegola solare colorata: nascita di un nuovo standard

15221573775aba474113289

Fate confrontare gratuitamente i preventivi del vostro futuro impianto solare

15221573775aba474113289

Finiamola con le idee preconcette sull’energia solare

15221573775aba474113289

SOLAIRE


«Entro il 2050, l’energia solare
potrebbe soddisfare il 50% del
fabbisogno elettrico, ossia ben più del 20%
previsto dalla Strategia energetica 2050»

SOLAIRE

Attualmente, il fotovoltaico rappresenta solo il 3% dell’energia elettrica consumata nel nostro Paese. Potrebbe aumentare nettamente nei prossimi anni.

Talvolta, alcuni privati cittadini e professionisti del settore edile si mostrano ancora riluttanti rispetto allo sfruttamento dell’energia solare. Tuttavia, questa fonte di energia si è fortemente evoluta in questi ultimi anni, in particolare in termini di costi e di incidenza estetica. Le spiegazioni di Leo-Philipp Heiniger, coordinatore romando presso Swissolar.


Qual è il ruolo della vostra associazione?

Il nostro principale ruolo consiste nel difendere gli interessi dell’industria del solare, cioè gli installatori, i progettisti, gli importatori e i fabbricanti. Puntiamo a stabilire un quadro politico favorevole che permetta di potenziare la produzione di energia solare in Svizzera. Per fare questo, stiamo lavorando molto a livello di formazione, in particolare rispetto ai professionisti e ai rappresentanti dei Comuni, per l’assicurazione della qualità e per l’informazione del grande pubblico.


Qual è il potenziale del settore dell’energia solare in Svizzera?

Attualmente, solo il 3% dell’energia elettrica consumata in Svizzera proviene dal solare, e questo ci pone al di sotto della media europea (4%). Secondo le nostre previsioni, entro il 2050, l’energia solare potrebbe soddisfare il 50% del fabbisogno elettrico, ossia ben più del 20% previsto dalla Strategia energetica 2050. Inoltre, circa il 20% dell’energia solare prodotta potrebbe provenire unicamente dalle facciate e dall’involucro complessivo degli edifici, senza contare i tetti. Basterebbe utilizzare gli stessi moduli usati per i tetti. Le coperture dei parcheggi o, eventualmente, gli impianti di risalita rappresentano altre possibilità interessanti.


Cosa ci dice dei parchi solari?

Il più grande parco solare della Svizzera si trova a Payerne. Tuttavia, rimane un’eccezione. I terreni sono rari e costosi in Svizzera. Vengono utilizzati soprattutto per l’agricoltura o l’edilizia.


Come vede a breve termine l’evoluzione del settore in Svizzera?

Abbiamo avuto diversi miglioramenti con il primo pacchetto di misure previste dalla Strategia energetica. Il 1° gennaio 2018 sono entrate in vigore diverse ordinanze, in particolare per quanto riguarda la rimunerazione unica, che interessa ormai anche i grandi impianti. Anche le tariffe di ripresa dovrebbero aumentare, e questo rimane un argomento chiave per investire in questo settore. Inoltre, nel 2014, siamo passati dall’obbligo di presentazione di domanda di autorizzazione edilizia a un semplice dovere di notifica per la maggior parte dei nuovi impianti. Tutte queste misure dovrebbero favorire lo sfruttamento dell’energia solare negli anni a venire.


E per quanto concerne gli ostacoli legati alla protezione del patrimonio e le critiche riguardo alle questioni estetiche?

Sono osservazioni che si sentono spesso. Tuttavia, in questi ultimi anni sono stati fatti enormi progressi tecnologici. Ormai sono disponibili moduli in quasi tutti i colori, compreso il bianco o il color tegola. Ciò permette di integrare meglio i pannelli nel paesaggio urbano, in particolare sugli edifici storici. Ma il grande potenziale è rappresentato soprattutto dalle aree residenziali e non dalle chiese o dagli edifici protetti.

E, più esattamente, a che punto siamo in termini di tariffe?

A livello internazionale, arriviamo a prezzi minimi di 2 ct./kWh. In Svizzera, su un tetto industriale di vaste dimensioni, per esempio, si può arrivare a dei costi di produzione inferiori a 10 ct. Sono più alti rispetto al carbone, ma sono assolutamente competitivi se paragonati alle nuove centrali nucleari. Se parliamo di costi di consumo, un privato paga in media tra 20 e 25 ct. la corrente elettrica che consuma, perché ne deve pagare il trasporto. Con un impianto solare sul tetto, una persona consuma la propria elettricità al costo di produzione ossia, per i piccoli impianti, attorno a 15 ct. Del resto, un impianto per una casa familiare può essere ammortizzato in quindici/venti anni.


Come vincere la resistenza dei professionisti dell’edilizia?

C’è ancora da fare un grosso lavoro di informazione. Notiamo che molte persone hanno un’immagine del solare che risale a dieci anni fa. È importante mostrare agli architetti che oggi disponiamo di una grande quantità di prodotti e di un’ampia scelta in termini di colori e forme. Perciò, non devono più fare compromessi a livello estetico. Idem per quanto riguarda i costi: attualmente, una facciata di moduli fotovoltaici può costare meno di certe facciate in vetro.

A che punto siamo oggi per quanto riguarda lo stoccaggio?

L’interesse per lo stoccaggio cresce sempre di più da parte dei privati. Il prezzo delle batterie è diminuito notevolmente. C’è anche una maggiore volontà di autonomia. Inoltre, la gente desidera conservare l’elettricità che produce in ragione della riduzione delle tariffe di ripresa verificatasi in questi ultimi anni. Per quanto riguarda l’autonomia, si parla di uno stoccaggio di 5-10 kWh che corrispondono più o meno al consumo giornaliero di elettricità.


Quali consigli darebbe a una persona che dispone di un impianto solare e che desidera massimizzarne l’utilizzo?

Se si dispone di un impianto solare sul tetto, conviene consumare sul posto il massimo dell’energia prodotta perché questo è più vantaggioso economicamente. Si possono adattare le proprie attività domestiche al tempo meteorologico, facendo per esempio il bucato quando c’è il sole e non la sera. Esistono sempre più software che gestiscono gli elettrodomestici automaticamente in funzione dell’energia solare disponibile. In questo campo, la domotica offre notevoli prospettive. In ambito svizzero, questo permette anche di gestire meglio la rete globale.

Il 26 e 27 marzo 2019, Swissolar organizza il 17° Congresso fotovoltaico nazionale al Kursaal di Berna. Questa manifestazione riunisce abitualmente circa 600 persone.

Maggiori informazioni su: www.swissolar.ch