La tegola solare colorata: nascita di un nuovo standard

Messaggio di SvizzeraEnergia

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«Entro il 2050, l’energia solare potrebbe soddisfare il 50% del fabbisogno, ossia ben più del 20% previsto dalla Strategia energetica 2050»

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La tegola solare colorata: nascita di un nuovo standard

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La tegola solare colorata: nascita di
un nuovo standard

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Fino ad oggi, per ragioni sia estetiche che di integrazione, si era rinunciato a dotare di pannelli solari gli edifici storici o protetti. Grazie a una nuovissima generazione di moduli colorati, il problema è stato superato. Esempi nel cantone di Friburgo.

Con le sue tegole color terracotta, nulla distingue questo tetto da quelli vicini nel cuore del villaggio di Ecuvillens, nel cantone di Friburgo. Ma in realtà, si tratta di tegole solari. E questa fattoria, un edificio protetto, è la prima in Svizzera ad aver fatto ricorso a questa recentissima tecnologia per produrre energia. «Realizzare questi moduli fotovoltaici colorati ha richiesto otto anni di lavoro», sottolinea Laure-Emmanuelle Perret-Aebi, del Centro svizzero di elettronica e di microtecnica (CSEM), a Neuchâtel, attivo nel trasferimento delle nuove tecnologie nel mondo industriale. Le sfide da affrontare dal punto di vista tecnico erano molte secondo Issol, la società specializzata nella fabbricazione di pannelli colorati che ha realizzato questi moduli fotovoltaici. «Ma la cosa più importante è stato dimostrare che è possibile realizzare un tetto solare rispettando la storia di questi edifici senza deturpare l’insieme», sottolinea Laure-Emmanuelle Perret-Aebi.

Questo progetto pilota è stato cofinanziato dall’UFE e dal cantone di Friburgo, da UserHuus, che sostiene i progetti di trasferimento tecnologico, e dal proprietario dell'edificio. Infatti, produrre queste tegole in piccola serie implica un sovrapprezzo perché costano tra 250 e 300 fr. il m2 rispetto ai 100 fr. previsti per una superficie analoga di moduli standard. Questa rimane una soluzione onerosa, ma i prezzi stanno già scendendo; e diminuiranno ancora quando queste tegole cominceranno a essere prodotte in serie e non più su richiesta.

IL SOLARE NON È PIÙ ANTIESTETICO

Ma per i professionisti del settore, come Pascal Affolter, di Solstis, la società che ha realizzato questo impianto pionieristico, questo paragone non ha senso: «Sarebbe meglio misurare queste prestazioni rispetto a quelle delle normali tegole in terracotta. Sono proprio loro, che non producono alcuna energia, ad essere sostituite da queste tegole solari che, infatti, vengono usate esclusivamente nei casi in cui, altrimenti, non si installerebbero affatto dei pannelli solari», ricorda.

Egli ritiene che questi elementi vengano ad arricchire l’offerta e non a sostituire una soluzione esistente, e si aspetta che alla lunga faranno parte degli standard. E aggiunge che «abbiamo assistito a una tendenza analoga con l’arrivo dei moduli fotovoltaici neri. Oggi, nel settore residenziale, tutti li scelgono. Quelli blu a celle apparenti, meno costosi, sono ormai riservati alle strutture industriali». Nemmeno questo cambiamento si è verificato in un giorno, la causa è imputabile al ritardo nel rifacimento dei tetti, molto lento. L’operazione è onerosa e viene effettuata mediamente una volta ogni venticinque anni, e questo spiega perché le novità impieghino tanto ad imporsi in questo settore. Resta il fatto che oggi l’estetica non costituisce più un freno all’installazione di pannelli solari: «Attualmente, su 500 progetti, ne contiamo forse due che non vengono realizzati per questo tipo di ragione», sostiene Pascal Affolter. È convinto che in futuro un quarto degli impianti adotterà questa nuovissima tecnologia.

50 sfumature di fotovoltaico

«Realizzare pannelli solari colorati implica la ricerca di un equilibrio tra l’estetica e l’efficienza dei moduli. Il colore va forzatamente di pari passo con una diminuzione dell’efficienza in quanto si posiziona un filtro tra la sorgente e le celle», sintetizza Laure-Emmanuelle Perret-Aebi, del CSEM. In fatto di prestazioni, la perdita oscilla tra il 5 e il 40%, in funzione del colore scelto e della sua intensità – si può infatti giocare sull’opacità in base ai desideri del cliente (celle più o meno distinguibili).
Sfida successiva, la stabilità del colore, che «deve resistere alle variazioni di temperatura e alla luce. Lavoriamo su materiali in grado di resistere per oltre vent’anni, ossia la durata della garanzia di questi pannelli», precisa. Le tegole utilizzate a Ecuvillens sono state colorate con una pittura in ceramica temperata, fisicamente più resistente rispetto alla termolaccatura. Esistono altre tecniche, in particolare quella delle pellicole stampate che permette di realizzare tutti i motivi immaginabili. Questa tecnica è stata impiegata per realizzare i ritratti fotovoltaici che campeggiano sulla facciata della Banca Cantonale di Neuchâtel. «Si può fare tutto, basta avere immaginazione!» esclama Laure-Emmanuelle Perret-Aebi. È convinta che, in un futuro certamente non lontano, i cartelloni pubblicitari, le insegne di grandi dimensioni o, ancora, le opere d'arte in ambiente urbano potrebbero servire per produrre energia solare. Sarà sempre tanto di guadagnato rispetto alle energie non rinnovabili.